lunedì 20 luglio 2009

INAUGURAZIONE MOSTRA PERSONALE DI LAURA LAPINI

SABATO 25 LUGLIO 2009 ALLE ORE 22.00, PRESSO LA GALLERIA PETRARTEDIZIONI, PIAZZA CRISPI 10, PIETRASANTASARA' INAUGURATA LA MOSTRA PERSONALE DI LAURA LAPINI. LA MOSTRA RIMARRA' APERTA FINO AL 13 SETTEMBRE 2009 CON ORARIO 21.30 - 24.00. INGRESSO LIBERO. LUNEDI CHIUSO.

Visione informale e coerenza cromatica nella pittura di Laura Lapini


Le opere pittoriche informali di Laura Lapini ricordano quelle austere atmosfere di certa matrice americana e che risentendo dell’automatismo di una Peggy Guggeneheim o di un Pollock (Terra) non memo che dell’esigenza di creare spazi di colore spirituale, alla Rothko, ritornano in qualche modo, a parlarci degli spazi delle città, in quel tipico concatenarsi di pieni e di vuoti, di luci e di ombre, di colori lievitati dalle nebbie in architetture informali che costituiscono l’elemento per così dire geometrico e mondriano di tutta quanta la produzione dell’artista. Alla base di ogni sua pittura è il paesaggio, ovviamente lacerato dalla dimensione di un pensiero che ne alimenta la solitudine ove accanto a qualche raro dipinto in cui si evidenziano gli elementi storico-costituitivi delle città (Notre-Dame, La Tour Eiffel, ect…) si riscontra, insistente, l’esigenza di una rappresentazione del sub-urbio, di una dis-locazione dello spazio centrale al di fuori della rigorosa mappatura topografica ed urbanistica, quasi a significare in modo metaforico una necessità di fuga, di libertà. Essi sono spazi inquieti, industriali in cui le forme regolari delle costruzioni si addossano in pennellate di colore e materia dal sapore aranciato accanto ad autunnali marroni che invitano alla meditazione.
Col tempo si riscontra una rarefazione segnica e l’espressione pittorica diviene più essenziale, le masse di colore sembrano sciogliere quelli che prima erano rigidi contorni di segmentazione dello spazio alla ricerca di un equilibrio formale, alcune luci si accendono e si fa via via preminente l’idea di un colore-materia sempre più monocromo, anche se, pur di piccolo formato, appaiono coloratissime tele in cui si palesa l’idea di un paesaggio frammentato da rosa e rossi caramello, da verdi acido, da marroni cioccolato. Il frantumarsi della linea prosegue comunque inesorabile fino a protrarsi in tracciati ideogrammici od estese macchie scure incise e logore.
L’automatismo conduce perciò l’autrice ad una sorta di sperimentazione del colore e della risposta di esso sulle superfici pittoriche al fine di bilanciare con la forma espressiva una probabile realtà interiore di indefinita scala emotiva; cosicché l’action painting, l’atto/azione/pulsione, che si trasmette in modo istintuale nelle inaspettate campiture quadricromiche, definisce questa possibile relazione inconscia, spirituale, surreale.
Questa progressiva rinuncia alla forma implica per la Lapini un “mode of execution” che fa perdere alla realtà i suoi oggettivi contorni univoci ottenendo così un paradigma informale di rinuncia all’oggetto a favore dell’impressione interiore, di un irresistibile impulso all’astrazione presente all’inizio di ogni arte che ricerca ciò che è originario ed elementare e afferma la libertà di articolare soggettivamente l’appropriazione della realtà. Un mondo visivo che – osserva Teodosio Martucci – appare referenziale dei suoi sentimenti personali, dei suoi stati d’animo: una pittura “di memoria” che sa trasformare il dato percettivo in forme di sintesi con coerenza e sensibile temperamento d’artista.
Per l’autrice è fondamentale dunque padroneggiare lo spazio della tela con stesure, velature e matericismi che creano una sorta di indipendenza dalle variabili reali (la vita, il tempo, la quotidianità) ritornando ad una specie di limbo magmatico e informe da cui tutto possa rinascere. Ma in questa speranza nascosta sembra echeggiare il senso di Worringer secondo cui l’impulso all’astrazione è conseguenza di una grande inquietudine interiore.






martedì 19 maggio 2009

ANTONIO FERRETTI


Antonio Ferretti nasce a Monteroduni in Provincia di Isernia e compie gli studi di scultura presso il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Venezia con Arturo Martini ed Alberto Viani e all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Mario Mafai e Carlo Severa. Si orienta verso contesti visivi di sperimentazione astrattista tra figurazione e non figurazione e partecipa a personali e collettive e nel 1963 la galleria “San Luca” di Verona gli organizza una significativa mostra legata alla “Nuova Figurazione”. Nel 1965 è invitato ad esporre alla galleria “La Balzana” di Siena, accanto a maestri quali Guidi, Guttuso, Maccari, Birolli, Cadorin, Carena, Purificato, Buffet. Nel 1967 espone a Roma presso la Galleria “Lo Scalino” con la presentazione critica di Franco Miele. Nello stesso anno al “Premio di Pittura Città di Viareggio” gli viene assegnata la medaglia d’oro del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Nel 1972 vince il “Trofeo della Versilia” e la galleria “La Giara” di Roma gli organizza una antologica e la RAI-TV nella rubrica “Lettere ed Arti” recensisce la mostra e la relativa monografia presentata dal poeta e critico d’arte Dino Carlesi. Nello stesso anno è invitato a partecipare a Londra all’ambito Premio per la Pace intitolato al Nobel “Bertrand Russel” per il “Centenary International Art Exhibition”. Nel 1973 vince il Premio “Città di Viareggio” e nello stesso anno la città di Isernia gli dedica una mostra antologica.
Nel 1988 fa parte del gruppo versiliese “Viareggio Arte”.
Nel 1989 è a Palazzo “Berghini” di Sarzana con opere dal 1985 al 1989 recensite in catalogo dal critico Corrado Marsan. Nel 1994 esegue il bozzetto per il monumento “Agli Aviatori ed ai Marinai Uniti nel Sacrificio 1920-1994”, poi realizzato in marmo di Carrara e collocato in piazza G. Puccini a Torre del Lago.
Nel 1997, dall’incontro a Montecatini con il noto gallerista Giorgio Ghelfi, nasce una mostra e una pubblicazione monografica con i dipinti più significativi del periodo 1990 -1998, presentata da Dino Carlesi.
Il Comune di Seravezza lo invita a Palazzo Mediceo nel 2001 per una mostra antologica di centoventi opere che vanno dal 1960 al 2001. Nel 2003 a Castelnuovo Garfagnana presso la Rocca “Ariostesca” espone in un’antologica dipinti dal 1960 al 2003 presentata da Dino Carlesi in un catalogo dal titolo “Figurazione e non Figurazione”. Dal 1947 ha partecipato a circa 300 esposizioni, regionali, nazionali ed internazionali. Ha tenuto mostre personali a: Venezia, Padova, Brescia, Verona, Viareggio, Forte dei Marmi, Pisa, Sarzana, Prato, Ferrara, Como, Lavagna, Roma, Lerici, Vicenza, Isernia, Lucca, Piombino, Lido di Camaiore, Monteroduni, Tirrenia, Larino, Capezzano Pianore, Montecatini Terme, Seravezza, Altopascio, Marina di Massa, Castelnuovo Garfagnana, Pietrasanta.
Hanno scritto di lui: L. Childe, D. Carlesi, V. Scorza, A. Battistini, F. Miele, D. Villani, L. Toesca, G.L. Verzellesi, C. Segala, Diogene, J. Zanollo, E. Innocenti, M. Radice, Krimer, Ibrahim Codra, A. Del Massa, R. Bertoli, L. Servolini, P. Bianchi, L. Mandosse, F. Bartorelli, C. Marsan, G.L. Coluccia, G. Lenzi, M. Zucconi, G. Vezzoni, M. Barbieri.
Antonio Ferretti vive e lavora a Lido di Camaiore (Lucca) (Italia) via Ferrarin 10,
tel. 00 39 0584 617023.
Per contatti ed informazioni
cell. 0039 329 8020034 / 333 8514076

giovedì 16 aprile 2009

CALENDARIO MOSTRE ESTATE 2009

Galleria petrartedizioni via Marzocco 27 -Pietrasanta

giugno 2009: mostra personale di Antonio Ferretti
luglio 2009: mostra personale di Luciano Guglielmini
agosto 2009: mostra personale di Francesco Cinelli
settembre 2009: mostra personale di Gabriele Novani



Galleria petrartedizioni piazza Crispi 10 - Pietrasanta

giugno 2009 - settembre 2009: mostra personale di Laura Lapini



giovedì 4 settembre 2008

MOSTRA PERSONALE DI MASSIMILIANO LUCHETTI



Sabato 6 settembre alle ore 18.00 presso le sale espositive di Petrartedizioni in via Marzocco a Pietrasanta,verrà inaugurata la Mostra personale dell'artista Massimiliano Luchetti.
La mostra sarà aperta dal 2 al 17 settembre con orario 17.00-24.00.
Lunedì chiuso.


L’immaginario cosmico interiore nelle opere di Massimiliano Luchetti


Nell’epoca dei codici e dei numeri, della materia e delle password, dei chip e dei click, ovvero in questa nostra epoca ove tutto esiste perché tangibile, fisico, sperimentabile, ove ogni parte della terra non è più inesplorata ed anzi, al contrario, è spazio “globalizzato; quando la società è ormai afflitta dalla contemporanea crisi del metafisico e del sacro e le arti visive si spingono sovente a definire la realtà in un iper-realismo iperbolico ed ostinato; se la linea che separa l’essere dal non-essere è più marcata e rigido e ruvido, come ostacolato da un muro invalicabile, il nostro spirito rimane al di qua di una “coscienza” cosmica ed il mistero pare non avvolgere più la nostra vita che si scandisce secondo ritmi ossessivi ma antirutuali impedendoci di fermarci un attimo per contemplare, sognare, immaginare anche solo nuove terre promesse, od isole che non esistono, o mondi transunti, se

Ipotetica dubitativa deve essere la domanda poiché se il dubbio fosse confermato, se il timore divenisse fondato ciò significherebbe, per l’uomo, perire sotto l’assoluta sconfitta della res, schiacciato per sempre dal reale, imprigionato nel suo stesso mondo fatto di cose; significherebbe il dominio del razionale sull’irrazionale, della materia sullo spirito, del pragmatismo sulla filosofia, dell’azione sulla contemplazione.

Ciò che chiediamo, quale risposta a questa domanda che nemmeno abbiamo più il tempo di porci, fagocitati dalla complessità del quotidiano, è che qualcosa ci riporti, anche per un attimo, all’interno della dimensione misterica e che lì ci conduca a mezzo di un veicolo poetico che sappia di verità e sapienza e che quindi sia, al contempo – quale strumento d’indagine espressivo – analitico, denunziando l’attuale problematicità e contraddittorietà del rapporto uomo/mondo.

Ed è sempre all’arte, in ogni sua forma, che ci rivolgiamo in tempi di decadenza… E’ sempre l’arte – o meglio l’artista – che esprime ante litteram il disagio o la necessità, il diniego o l’affermazione, in altre parole i bisogni primari immateriali dell’uomo…

L’overdose di apparente benessere ci sta uccidendo: espressioni come “amore”, “al di là”, “paradiso” od “inferi”, “anima”, “vita oltre la morte”, se esistono sparse in qualche libro o in alcune rubriche televisive non sono corrispondenti più ad atteggiamenti reali, divengono piuttosto termini “di moda”, non dicono più nulla oltre la loro lessicalità. Di fatto, ritornano in voga per un po’ di tempo, in caso di lutti o perdite affettive, ed in queste circostanze l’uomo pare divenire più spirituale. Ma è difficile trovare casi di coerenza e di costanza circa una riflessione tensiva, intellettuale, culturale, sullo spaesamento esistenziale di oggi che paradossalmente è provocato da un sovradosaggio di conoscenza: ci manca quello che nella pittura romantica dei primi ‘800 viene definito mysterium fascinans et tremendum e che compare in Les Chants du crépuscule di Victor Hugo fino al Ce que dit la bouche d’ombre, eco di un testo di Jean Paul Il discorso del Cristo morto che esercitò una immensa risonanza sulla letteratura europea crepuscolare cui anche Massimiliano attinge nelle sue personali forme espressive sia letterarie che pittoriche con grande predilezione per E. A. Poe definito da Paul Valery poeta della conoscenza.

Mi è parso subito evidente nei dipinti di Massimiliano Luchetti il richiamo alla letteratura crepuscolare cosmica e spirituale naturalmente già prima di conoscere le sue simpatie letterarie. In effetti la sua pittura è una pittura per così dire letteraria, non in senso didascalico s’intende, intrisa di quel laico contemporaneismo che così bene esprime la sua posizione filosofica intorno alla questione esistenziale di oggi. Scaturisce dai sui dipinti una fortissima delicata personalità, dotata di attributi di sensibilità non comuni che lo portano ad essere un pittore vero (cosa non indifferente): il pittore vero è colui che esprime se stesso e che non accetta scorciatoie di sorta in ciò che egli stesso ritiene vocazione.
Ovviamente ogni critico deve necessariamente captare quella che si definisce l’onda neurotica di un artista ovvero la sua complessità psichica e capirne la traduzione in forme visionarie e visive, (a volte ossessive come è il caso del Nostro) e quindi tentare di spiegarle per quanto ogni termine ed ogni espressione discorsiva sia incapace di cogliere la profondità comunicativa dell’immagine che agisce su recettori emozionali. Nondimeno l’ossessività è necessaria alla creatività e ciò rende più facile il compito dell’analista critico poiché evidenzia una tematicità culturale che è garanzia di verità.

Per chi conosca le poesie malinconiche di Jules Laforgue sull’ “Eternullità” il riferimento è d’obbligo ed agisce infatti sulla pittura di Massimiliano quella modernità cupa che denuncia di per sé quanto ogni progresso sia stato inutile. Quest’alea di misticismo e spiritismo presente in Poe ed in Blanqui si ritrova in questo inaspettato giovane pittore che dipinge spinto da una interiore necessità di poesia, intellettualmente stanco di un mondo fatto solo di “cose”.

Allora ogni dipinto significa, veramente per lui, ridefinire un ordine della realtà, ricreare il mondo, il suo proprio mondo, ove il rito, il simbolo, il mistero, il sacro, l’orror vacui, il divinamente mostruoso e l’ombra in ogni sua accezione di metafora assurgano a rinnovati codici spirituali ed anzi a vere e proprie chiavi di lettura del mondo.

Giovanni Bovecchi

giovedì 12 giugno 2008

CAMALEONTE una performance artistica di Francesco Cinelli


1. Premessa
Con il presente documento propongo alla Vostra attenzione il progetto “Camaleonte” ideato da Francesco Cinelli.
Questo progetto è stato pensato per la Galleria Petrartedizioni, piazza Crispi 10 Pietrasanta .

2.Ideazione
Il progetto è collocato all'interno della ricerca artistica di Francesco Cinelli. Nasce da una riflessione sul tema della metamorfosi delle forme, nell'ottica di una sinergia tra pittura, movimento del corpo e spazio. Francesco Cinelli, pittore e scenografo che vive e lavora a S:Maria a Monte (PI) in Toscana (ITALY), è attualmente impegnato in una ricerca artistica nell'ambito della performing art . Il progetto si avvale della presenza di un pittore (il sottoscritto)e di un corpo (il performer).La volontà dell’idea sperimentale e’ quella di far vivere nella contemporaneita’ “l’azione pittorica realmente e visivamente” nel preciso istante in cui l’occhio di chi osserva (il pittore) e’ fermo e puramente vero, continuando il prolungamento della visione verita’-percezione ,con l’esplorazione dello spazio da parte del corpo umano( il performer).L’interazione di questi due interventi pittura –azione performativa rimanda un effetto di come “l’occhio contemporaneo”tenti di riappropriarsi di quel “perduto contatto” con lo spazio che lo circonda.L’azione vuole fermare quell attimo di verita’,il momento di verita’,la verita’ in quel momento.La scelta di far interagire non solo diversi codici artistici, pittura,performance e linguaggio del corpo, in un'unica azione performativa, nonché di creare una cooperazione tra culture artistiche diverse: in questo caso quella brasiliana(Patricia Helena Soso –attrice -) e quella italiana (Francesco Cinelli), è legata all'importanza che la "Galleria Petrartedizioni" ripone nella possibilità di creare contatti, scambi, esperienze tra giovani artisti di nazioni diverse e nei possibili sviluppi e continuità relazionali che tali occasioni sono in grado di offrire nella citta’ di Pietrasanta , nell'ottica di una reale convivenza e collaborazione culturale in dimensione internazionale.
3. Obiettivo
L'obiettivo di questo progetto è la realizzazione della performance artistica dal titolo "CAMALEONTE. Il motivo di questo progetto nasce dalla ricerca artistica “ FRAMMENTI “ del pittore Francesco Cinelli.
La scelta del titolo è legata ai concetti di trasformazione cromatica e metamorfosi della pelle in relazione all'ambiente. La finalità dell'azione performativa è di evocare la metafora del cambiamento della propria identità per vederla nella sua mutevolezza ed aprirsi alla messa in discussione di un punto di vista statico rispetto a se stessi.
Questi aspetti verranno resi visibili attraverso un'azione pittorica -performativa , in grado di creare una sinergia tra due linguaggi artistici diversi, quello delle immagini e quello del movimento, concretizzati nella presenza in scena di un pittore ed un performer.
Il primo, usando il corpo del secondo, riprodurrà, in tempo reale, una sua visione dello spazio circostante, dipingendolo direttamente sulla pelle del performer..
Quest'ultimo, a sua volta, renderà viva la sua nuova immagine epidermica attraverso una personale interpretazione performata basata sull'esplorazione dello spazio.
Negli spettatori si aprirà una riflessione sulla distanza che c'è tra la rappresentazione e la creazione di un oggetto, l'interpretazione di un soggetto, nonché sulla bellezza come messaggio percettivo, aperto e mutevole, e non immagine astratta e preconcetta.

MOSTRA COLLETTIVA DI GIOVANI ARTISTI NELLA SEDE DI PIAZZA CRISPI


Venerdì 13 giugno alle ore 21.30 verrà inaugurata una collettiva di cinque giovani artisti nella nuova sede della galleria Petrartedizioni in piazza Crispi a Piatrasanta. I nomi degli artisti sono: Francesco Cinelli, Freeman, Alessandra Manfredini, Marta Mezynska e Paolo Santo.
Durante l'inaugurazione ci sarà una performance artistica di Francesco Cinelli - Progetto Camaleonte - con la partecipazione di Patricia Soso.
La mostra rimarrà aperta fino al 13 luglio con orario 20-24. Lunedì chiuso.
Ingresso libero

sabato 24 maggio 2008

INAUGURAZIONE MOSTRA PERSONALE DI MAURO BELLINI


Sabato 31 maggio 2008 alle ore 17.00 presso le sale espositive di Petrartedizioni e contemporaneamente presso la libreria Altrimenti in Lussemburgo, sarà inaugurata la mostra personale di Mauro Bellini.
La mostra resterà aperta fino al 30 giugno, tutti i giorni con orario 17.00-24.00. Lunedì chiuso

Informazioni personali